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Nullità del contratto con la P.A. e azione di indebito arricchimento: i chiarimenti delle Sezioni Unite

Lunedì 04/05/2026, a cura di AteneoWeb S.r.l.


Le Sezioni Unite civili della Corte di Cassazione, con decisione resa a seguito della rimessione da parte della Sezione Terza civile con ordinanza interlocutoria n. 1284/2025, sono intervenute sulla disciplina dei contratti stipulati dalla pubblica amministrazione in assenza della forma scritta ad substantiam, affrontando anche i rapporti tra azione di arricchimento senza causa e ripetizione dell’indebito.

La Corte, in particolare, ha affermato i seguenti principi di diritto:

«La nullità del contratto concluso dalla pubblica amministrazione senza l’osservanza del requisito della forma scritta ad substantiam non preclude l’esercizio della domanda di arricchimento ingiustificato, cui osta solo la nullità per illiceità di un elemento essenziale di cui all’art. 1418, comma 2, del codice civile, per contrasto con l’ordine pubblico o in caso di frode alla legge. L’azione può essere esercitata - alle medesime condizioni - anche dalla P.A. che abbia subito un depauperamento patrimoniale dall’esecuzione del contratto nullo».

«In caso di nullità del contratto, la domanda ex art. 2041 codice civile ha carattere sussidiario rispetto all’azione di ripetizione dell’indebito disciplinata dall’art. 2033 codice civile ed è proponibile se quest’ultima è preclusa in virtù dei limiti che ne condizionano l’esperimento, ossia in caso di carenza ab origine dei presupposti fondanti la relativa domanda».

Con i principi sopra esposti la Suprema Corte delimita i presupposti di esperibilità dell’azione di arricchimento nei rapporti con la pubblica amministrazione, chiarendo al contempo il rapporto di sussidiarietà rispetto alla ripetizione dell’indebito.

Fonte: https://www.cortedicassazione.it
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