Intelligenza artificiale ed equo compenso: l’OCF chiede tutele per gli avvocatiGiovedì 29/10/2026, a cura di AteneoWeb S.r.l.
L’impiego dell’intelligenza artificiale nella professione forense riapre il tema del riconoscimento economico delle prestazioni professionali e della formazione degli avvocati. L’Organismo Congressuale Forense interviene sulle disposizioni del D.Lgs. n. 179/2026, indicando le proprie priorità. L’intelligenza artificiale deve contribuire a migliorare la qualità del lavoro forense, senza diventare un motivo per ridurre i compensi degli avvocati. È questa la posizione espressa dall’Organismo Congressuale Forense (OCF) in relazione alle disposizioni del decreto legislativo n. 179/2026, con particolare attenzione all’articolo 49, che prevede la possibilità di modulare l’equo compenso in funzione della classificazione di rischio dei sistemi di IA utilizzati. Secondo l’OCF, la formulazione della norma, pur non introducendo riduzioni automatiche, potrebbe prestarsi a interpretazioni penalizzanti per i professionisti. L’Organismo sottolinea che l’adozione di strumenti di intelligenza artificiale richiede competenze specifiche, investimenti tecnologici e assunzione di responsabilità, senza eliminare il ruolo dell’avvocato nella valutazione critica dei risultati, nella loro supervisione e nella tutela degli interessi del cliente. Equo compenso e costi dell’intelligenza artificialeIn vista della futura definizione dei parametri professionali, l’OCF chiede che siano considerati non soltanto i rischi associati ai sistemi utilizzati, ma anche i costi delle licenze, della sicurezza informatica e della formazione, oltre al lavoro necessario per impostare e verificare i contenuti generati dall’IA. L’assunzione di maggiori rischi e responsabilità, sostiene l’Organismo, dovrebbe comportare un riconoscimento economico aggiuntivo, anziché una penalizzazione. La posizione si inserisce nel percorso indicato dal Congresso Nazionale Forense di Torino, che ha individuato nell’innovazione tecnologica una priorità strategica per il futuro della professione. Formazione obbligatoria: l’OCF chiede accessibilitàL’OCF valuta positivamente l’introduzione di percorsi formativi obbligatori sull’intelligenza artificiale, ma propone che siano gratuiti o a costo agevolato e accessibili sia agli avvocati sia ai praticanti. Chiede inoltre laboratori di sperimentazione e un’introduzione progressiva degli obblighi formativi. L’Organismo porterà le proprie osservazioni all’attenzione del Governo, del Parlamento, dei Ministeri competenti, del Consiglio Nazionale Forense e degli Ordini territoriali, in vista dell’adozione dei provvedimenti attuativi. Fonte: https://www.organismocongressualeforense.news |
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